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Censimento pensionati soli e fragili legnago
CENSIMENTO PENSIONATI SOLI E FRAGILI LEGNAGO
A LEGNAGO STA PER PARTIRE UN CENSIMENTO PER AIUTARE I PENSIONATI SOLI E FRAGILI, COOP SAI COLLABORA ATTIVAMENTE ALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO
Cooperativa S.A.I. (Servizi Assistenziali Integrati) di Reggio Emilia,affidataria del Servizio di Assistenza Domiciliare presso il Comune di Legnago, che il Consorzio si è aggiudicato circa due anni fa, collaborerà attivamente con il Comune per implementare un progetto molto interessante: monitorare le condizioni della terza età e garantire un'assistenza adeguata. La popolazione di Legnago ha oltre il 28 per cento dei residenti con più di 60 anni e per questo motivo la Giunta attiva un fondo per monitorare questo target di popolazione. I fondi per il finanziamento del piano, saranno recuperati dal cinque per mille dell'Irpef, destinati dai legnaghesi al Comune. Innanzitutto, verrà creata una «check list», cioè un elenco con i nomi di tutti gli anziani che per la loro condizione possono essere considerati a rischio. Le interviste saranno effettuate telefonicamente da operatori che avranno seguito un corso di formazione. Per evitare che falsi addetti contattino gli interessati, il sondaggio comunale sarà preceduto da un'adeguata campagna divulgativa. «A questo scopo», dice Erika Ferraresi, assessore al sociale, «sensibilizzeremo anche i medici di base nell'informare i loro assistiti». «Attraverso i nostri uffici», aggiunge Patrizia Lonardi, coordinatrice delle assistenti sociali di Palazzo de' Stefani, «ci accorgiamo che c'è una fascia consistente di popolazione che vive in condizioni precarie di fragilità. Sono, perlopiù, anziani soli o coppie privi di una rete familiare. Non riversano ancora in condizioni critiche, ma necessitano comunque di assistenza medica e sociale». Poi aggiunge: «Del resto la popolazione invecchia sempre più. I figli, spesso, non possono prendersi cura dei genitori. Con il risultato che ci sono casi di persone di età avanzata che vengono ricoverate al pronto soccorso o chiedono il supporto dei servizi sociali quando il loro stato fisico o mentale è già compromesso». La coordinatrice rileva: «Gli episodi sono soprattutto legati alla solitudine, alla difficoltà di superare le barriere architettoniche e, non ultimo, alla povertà, perché gli anziani non si alimentano in modo adeguato». Infine, Lonardi conclude: «Sono circa 300 gli anziani oggi seguiti dal Comune. Di questi un centinaio riceve l'assistenza a domicilio, altrettanti sono dotati di dispositivo per il telesoccorso, altri 70 quotidianamente ricevono i pasti caldi a domicilio e 30 frequentano il centro diurno comunale». «Una fase del progetto», evidenzia Marco Bezzi, direttore della cooperativa sociale Sai, «riguarderà la formazione estesa anche ai familiari, che seguono anziani colpiti da Alzheimer o da altre patologie cognitive».